Facciamo fiorire il mondo. Il caso della Flower House a Detroit.

In questi giorni mi sono imbattuta in un progetto a dir poco interessante. Stavo leggendo le notizie quotidiane in rete quando il mio sguardo è stato catturato dall’immagine di un vecchio muro ricoperto da fiori gialli e blu. È bastato un click per entrare nel fantastico mondo della Flower House di Detroit.

Ispirata dal drappeggio realizzato da Christo e Jeanne Claude su Pont Neuf a Parigi e dall’installazione di Dior del 2012 una giovane fiorista del sud est del Michigan, Lisa Waud, ha deciso di dare vita ad un progetto ambizioso e ad un’esperienza sensoriale unica: creare una casa fiorita, letteralmente ricoperta nei suoi spazi interni da fiori e piante, per poi convertirla in un vivaio.

Per fare questo ha acquistato all’asta due strutture abbandonate a Detroit e ha coinvolto floricoltori locali e del paese, sposando così a pieno la filosofia del sempre più popolare movimento dello slow flower che sostiene la scelta e l’acquisto di fiori coltivati e cresciuti sul proprio territorio.

Il completamento dell’installazione e l’apertura al pubblico della Flower House sono previsti per il fine settimana dal 16 al 18 ottobre 2015: in quei giorni si potrà varcare la soglia della casa fiorita e avere un’esperienza senza precedenti…tutti i rumori della città spariranno  e si verrà catapultati in un mondo ovattato in cui ogni superficie brillerà di colori e vita, i pavimenti saranno coperti di tappeti floreali, i muri esploderanno di fiori e piante e i soffitti saranno drappeggiati di rampicanti. Ciò che era abbandonato e decadente vivrà di nuovo e si assaporerà un momento di bellezza mozzafiato.

Dopo l’installazione  il progetto prevede la demolizione della casa con un recupero e riciclo di più del 75% dei materiali (gli stessi fiori e le piante usati per ricoprire la Flower House diventeranno il compost per il nuovo garden) e l’intera area verrà convertita a Flower Farm dove Lisa porterà avanti il suo lavoro di fiorista offrendo servizi floreali per eventi speciali e matrimoni, decorazioni orticole, interventi per giardini.

La speranza della giovane flower designer è che questo progetto sia di ispirazione per nuovi e sempre più numerosi recuperi di strutture abbandonate, conversioni degli spazi in disuso in piattaforme per l’arte ed il business, investimenti creativi a sostegno del territorio.

Il mio pensiero va ai tanti edifici storici, alle dimore antiche e alle case abbandonate spesso presenti nelle nostre città…quanti recuperi interessanti si potrebbero fare! Quante occasioni per far fiorire il mondo!

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