Semplicità 

In queste sere sto leggendo un libro che ho desiderato molto e che ho ricevuto in dono con enorme sorpresa e delizia da una persona cara. “E questa la chiami arte?” di Will Gompertz, un affascinante viaggio attraverso 150 anni di arte moderna, dall’Impressionismo ai giorni nostri.

Proprio mentre stavo assaporando il susseguirsi di nozioni e illustrazioni mi sono imbattuta in alcune righe in cui mi ritrovo pienamente.

L’autore parlando della genialità di Johnatan Ive che è riuscito a trasformare i prodotti meno sexy del mercato (i computer e i loro accessori) in oggetti del desiderio dice che questa prodezza è stata resa possibile dalla semplicità. Semplicità non nel senso di mancanza di intelligenza o facilità. Una semplicità al contrario frutto di ore di lavoro, giorni di riflessione e dell’esperienza di una vita. Semplicità come semplificazione della complessità, conferimento di un senso al disordine ed unificazione in un progetto in cui la forma e la funzione si combinano in armonia estetica.

Ecco: semplicità, riduzione della complessità, combinazione di forma e funzione in armonia estetica.
Credo che questi siano i concetti chiave.
E credo che proprio la semplicità e l’armonia siano le chiavi di lettura che mi guidano di fronte alla molteplicità di immagini a cui siamo esposti ogni giorno, le conditio sine qua non per innamorarmi di un dettaglio, un oggetto, un ambiente.

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